FARE IL VINO IN CASA

FARE IL VINO IN CASA

Fare il vino in casa non è poi così difficile, se si coltivano le uve adatte. Chi possiede dei vigneti anche di piccole dimensioni, può vendemmiare il vino direttamente in casa e preparare ottime bottiglie da consumare o regalare durante tutto l’anno.

FARE IL VINO IN CASA: INIZIAMO DALLA RACCOLTA

Settembre e ottobre sono i mesi della raccolta delle uve, che si può eseguire a mano o attraverso delle apposite macchine. Se la vigna è piccola si consiglia sempre la raccolta manuale, perchè aiutandosi con una forbice adatta si possono scegliere i grappoli migliori e maturi per la vendemmia, e scartare quelli non idonei. Una volta colta l’uva in modo da non danneggiare la vite, bisogna riporre i grappoli in contenitori abbastanza ampi da permetterci di effettuare la pigiatura, che può avvenire attraverso macchinari o a mano.

TRASFORMIAMO L’UVA IN VINO

Un tempo, la pigiatura si effettuava pressando l’uva a piedi scalzi o con l’aiuto di un torchio, attrezzo facilmente reperibile anche oggi; molto importante è pigiare subito l’uva dopo la raccolta, per evitare che deperisca. Non bisogna per nessuna ragione lavare la buccia dell’uva, mentre è necessario eliminare i vari raspi rimasti nella polpa dopo la pigiatura. Il vino si otterrà grazie ai lieviti presenti sulla buccia dell’acino che fermentando, trasformano lo zucchero dell’uva in alcool e anidride carbonica; per questo motivo la fase della fermentazione è la più delicata.

La polpa pressata va subito trasferita in grandi tini coperti da un telo, in ambienti chiusi ma ventilati e a una temperatura attorno ai 20° C. Quando la polpa sarà fermentata si passa alla svinatura, che andrà effettuata dopo un giorno in presenza di uve bianche, e dopo cinque o più giorni se le uve sono nere. Si deve separare il succo dalle vinacce con un setaccio, spremendo nuovamente le bucce e sistemando il mosto ottenuto nelle damigiane o nelle botti sigillate da un tappo.

A questo punto il vino va lasciato invecchiare a una temperatura di 15° C per un periodo che va da qualche mese a anni. Dopo circa 20 giorni arriva il momento del primo travaso, in cui si svuota il contenitore dal vino e si lasciano i sedimenti sul fondo. Questi devono essere lavati via dalla damigiana o dalla botte, dentro cui andrà riversato nuovamente il vino per altre tre volte almeno, a intervalli regolari. I travasi vanno effettuati tramite un travasatore a soffio o dotato di pompa, composto da un tubo di plastica da inserire nel recipiente senza toccare il fondo per non smuovere i sedimenti.

DAL CAMPO ALLA BOTTIGLIA

Al termine della stagionatura, il vino può essere imbottigliato in bottiglie sterili e lavate con appositi lavabottiglie, al fine di scongiurare il rischio di infiltrazioni batteriche nel prodotto finale. L’imbottigliamento avviene di solito a fine primavera, ma ciò varia anche a seconda del tipo d’uva scelto e dai processi di fermentazione. Le bottiglie si chiudono tradizionalmente con tappi di sughero o plastica, e devono essere lasciate in posizione verticale per dieci giorni, per poi essere conservate in cantine asciutte e fresche, questa volta in posizione orizzontale.

Ci sono vini che possono invecchiare anni, ma nel caso del vino prodotto in casa è sempre bene consumarlo entro l’anno in cui lo si è prodotto, sopratutto per quanto riguarda i vini bianchi.

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