LA CURA DEL PRATO IN AUTUNNO

LA CURA DEL PRATO IN AUTUNNO

Un bel prato rigoglioso è il biglietto da visita di ogni casa, perché è quello che si vede per primo e, se ben curato, impreziosisce tutto il giardino. Ma al di là dell’estetica, un tappeto erboso apporta altri importanti vantaggi: conserva la terra fertile e rilascia ossigeno (è stato calcolato che un prato di 250 mq rilascia una quantità di ossigeno pari a quella consumata in un anno da 4 persone).

Il prato ha bisogno di cure nel corso di tutto l’arco dell’anno, in funzione del clima. Anche durante i mesi più freddi: in Italia, anche nelle regioni meridionali e costiere, assistiamo a un rallentamento delle funzioni vegetative del tappeto erboso, che diventa un vero e proprio blocco durante la stagione invernale nelle regioni del nord. Dalla primavera all’autunno, invece, il manto erboso è in crescita continua e richiede un adeguato approvvigionamento di acqua e di sostanze nutritive.

Uno dei compiti tipicamente autunnali è l’arieggiatura. Si tratta in sostanza di praticare dei fori e dei solchi nel terreno, sia per eliminare sassi e lo strato di erba infeltrita, ma soprattutto per ottenere una serie di benefici: l’ossigenazione della zona radicale, un terreno meno compatto e una maggiore facilità di penetrazione dei fertilizzanti e dell’acqua.

Normalmente questa operazione si esegue biennalmente, ma in presenza di un suolo argilloso che si compatta facilmente potrebbe essere consigliabile intervenire annualmente. Allo stesso modo, nei climi particolarmente aridi è consigliabile arieggiare ogni anno, per togliere l’erba secca e permettere al prato di crescere rigoglioso.

Se il nostro prato è concepito per un clima caldo (con specie erbacee come Gramigna, Synodon, Bouteloua, Stenotaphrum, Zoysia, ecc.) dovremo arieggiare verso la fine della primavera, se al contrario viviamo in un clima più fresco (con specie come Agrostide, Festuca, Poa pratensis, Loglio, ecc.) dobbiamo arieggiare in autunno.

scarificatore gardenaL’arieggiatura può essere effettuata con un arieggiatore manuale (ci sono modelli simili a rastrelli oppure, molto più comodi, su ruote) e arieggiatori elettrici. Inoltre esistono dei rasaerba che hanno l’arieggiatore incorporato.

È meglio effettuare questa operazione nelle prime ore della mattina, cioè quando il terreno è umido. Va invece evitato quando il terreno è troppo bagnato oppure nelle giornate calde e siccitose. Se il terreno fosse molto duro e compatto, è consigliabile irrigare il prato per un’ora il giorno precedente all’arieggiatura, in modo da renderlo più soffice e facilitare la penetrazione delle lame dell’arieggiatore nel suolo.

Dopo aver arieggiato il prato, è consigliabile effettuare l’ultima concimazione della stagione (magari con un prodotto antistress), che verrà poi ripresa all’inizio della primavera.

 

Foto: Gardena

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