MARMELLATE E CONFETTURE FAI DA TE

MARMELLATE E CONFETTURE FAI DA TE

Durante l’estate gli alberi sono carichi di frutta e l’orto si riempie di verdure pronte a essere gustate. Ortaggi e frutta fresca sono sulle nostre tavole tutti i giorni, ma cosa fare con quello che avanza? Chi possiede un orto se lo sarà domandato spesso; quello che non si mangia subito o lo si regala, o nel peggiore dei casi lo si lascia marcire sulla pianta. Una soluzione intelligente per evitare gli sprechi può essere quella di produrre marmellate, confetture, passate e conserve da consumare tutto l’anno.

Le confetture per esempio, sono facilissime da preparare e molto gustose. Si possono ottenere confetture di prugne, fichi, frutti di bosco, e persino di pomodori o cipolle. Per preparare marmellate, gelatine e confetture ci servono frutta fresca, zucchero, una casseruola capiente e tanti vasetti di vetro. La frutta deve essere fresca, matura, ben lavata e non trattata con conservanti e agrofarmaci. Forse non tutti sanno che parlare di “marmellata di albicocche” è un errore: dal 1982, in adeguamento a una direttiva CEE (DPR n. 401-1982), con il termine marmellata si intende esclusivamente quella di agrumi (limoni, arance, mandarini, pompelmo, cedro, bergamotto) con almeno il 20% di frutta. Con tutti gli altri tipi di frutta si realizzano le confetture (almeno il 35% o 45% se sono extra). Le gelatine sono esclusivamente a base di succo di frutta (né polpa né buccia) e devono contenere almeno il 35% di succo. La composta di frutta ha il maggior contenuto di frutta (e quindi minor zucchero), superiore al 65%. Le conserve, infine, sono alimenti cotti o crudi immersi in liquidi come olio, salamoia, aceto, alcool, liquore, sciroppo di zucchero, ecc.).

COME SI FANNO

Per realizzare una confettura è necessario mondare e tagliare a pezzi la frutta e metterla a cuocere insieme allo zucchero per molto tempo, finché la soluzione non diventa cremosa. Per riconoscere il giusto punto di cottura, preleva una piccola quantità di marmellata con un cucchiaino e lasciane cadere una goccia su un piatto: se la goccia si attaccherà senza contorno acquoso, la confettura è pronta! Per ottenere una marmellata più densa, basterà cuocere brevemente la frutta prima di zuccherarla. Si può aggiungere anche una mela, ricca di pectina, per ogni chilo di frutta acquosa. Ancora bollente, il preparato va inserito nei vasetti per il processo di sterlizzazione.

COME STERILIZZARE I VASETTI

I vasetti per marmellate e confetture e i loro coperchi vanno sempre sterilizzati per salvaguardare la freschezza dell’alimento. Se i vasetti non sono puliti o la chiusura non è ermetica, le nostre conserve potrebbero contenere muffe e batteri pericolosi. Non si tratta comunque di botulino, che può contaminare soltanto i sottoli perché il tenore di zucchero delle confetture è letale per questo batterio anaerobico. Il processo di sterilizzazione è semplice; la prima cosa da fare è riempire un pentolone d’acqua e posizionarvi all’interno i vasetti vuoti con l’apertura rivolta verso l’alto. Inserite dei pezzi giornale o un canovaccio tra i barattoli, per evitare che si rompano quando sbatteranno fra loro durante la bollitura. Mettere la pentola sul fuoco e portare a ebollizione, lasciando scaldare i vasetti per circa mezz’ora insieme ai coperchi. Quindi spegnere il fuoco e lasciare raffreddare i vasetti, dopodichè toglierli dalla pentola e lasciarli asciugare su un canovaccio pulito. Ora basterà riempire i vasetti con il composto ancora caldo, chiudendoli ermeticamente con gli appositi tappi.

Una volta chiusi, vanno capovolti e lasciati riposare per un’ora, in modo da creare il vuoto all’interno delle conserve. A questo punto bisognerà riposizionare i vasetti nel pentolone pieno d’acqua e portarli nuovamente a ebollizione per 30 minuti per completare la sterilizzazione. Per capire se la sterilizzazione è andata a buon fine e i vasetti sono sottovuoto, la prima cosa che dobbiamo guardare è il tappo. Se c’è aria all’interno del vasetto, toccando il centro del tappo noteremo un rigonfiamento: se si preme fa il classico rumore click-clack. In questo caso il contenuto del vasetto non si conserverà per più di tre giorni. Invece una conserva ben sigillata dura all’incirca due anni ma bisogna fare molta attenzione prima di consumarla.

Se alcuni barattoli non sono sottovuoto, basterà ripetere il processo di sterilizzazione. I vasi di marmellata possono essere quindi conservati in un luogo fresco e asciutto, avendo cura di non sovrapporli. È sempre consigliabile apporre un’etichetta su ogni vaso, per indicare il contenuto e la data di produzione. Quando, dopo almeno 60 giorni, aprirete il barattolo, verificate sempre la presenza del sottovuoto prima di utilizzare il contenuto.

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