PIANTE GRASSE: AVVERSITA’ E CURE

PIANTE GRASSE: AVVERSITA’ E CURE

Le piante grasse o succulente, sono le piante preferite da chi non ha il pollice verde. Grazie alla loro capacità di immagazzinare grandi quantità d’acqua, possono resistere molti giorni senza essere innaffiate. Inoltre, coltivate nelle condizioni climatiche adatte, sono piante che offrono enormi soddisfazioni con poco sforzo. Alcune piante grasse come i Cactus o il Sedum producono dei bellissimi fiori, altre come l’Agave o l’Aloe sono caratterizzate da grosse foglie verdi e carnose.

cactaceeBisogna ricordare però che tutte le piante grasse sono originarie di zone desertiche e aride, e necessitano di luce diffusa e temperature alte per potersi sviluppare. Possono essere coltivate sia fuori che dentro casa, l’importante è che il termometro non scenda mai sotto i 5 gradi e che gli ambienti siano sempre luminosi.

PIANTE GRASSE: ATTENZIONE AI RISTAGNI

Oltre al gelo e all’assenza di luce, c’è un’altra cosa che minaccia la salute di queste piante: i ristagni idrici. Annaffiare queste piante eccessivamente, equivale a una condanna a morte. Solo d’estate, le irrigazioni si effettuano settimanalmente, mente durante il riposo vegetativo l’apporto di acqua dovrebbe essere quasi nullo. I ristagni idrici causano nella pianta il marcimento delle radici e contribuiscono all’insorgenza di alcune malattie fungine pericolose, quali il mal bianco o la muffa grigia. Per ovviare a questi problemi, è importante assicurarsi che il substrato sia composto per un terzo da sabbia, e che sul fondo del vaso sia presente dell’argilla espansa o altri materiali drenanti. Un buon sistema di drenaggio dell’acqua in eccesso è fondamentale, ed è la prima cosa da fare per prevenire l’insorgere della maggior parte delle patologie che colpiscono queste piante.

I NEMICI DELLE PIANTE GRASSE

Se incominciamo a notare la presenza di macchie chiare o ingiallimento fogliare, significa che l’umidità nel terreno è eccessiva e si è sviluppato un fungo. A questo punto è necessario intervenire con un funghicida ed eliminare tutte le foglie già danneggiate dalla malattia.

Il prodotto è da aggiungere all’acqua di irrigazione e va somministrato fino a che i sintomi non scompaiono del tutto.

Quando la pianta è debilitata, è anche facile preda di piccoli parassiti come le cocciniglie o gli afidi. Per evitare che ciò avvenga è possibile utilizzare un antiparassitario a scopo preventivo nei mesi di marzo-aprile, quando la pianta entra nel periodo vegetativo. Se invece è stata già attaccata, bisogna trattare tutta la pianta con prodotti appositi, rimuovendo anche manualmente i parassiti dalle foglie e dal fusto. Anche in questo caso si deve continuare il trattamento, finché non vi sarà più traccia dei parassiti.

Trattandosi di agrofarmaci, vi raccomandiamo di seguire le indicazioni e le dosi del produttore indicate sulle confezione.

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